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Il Portale della valpellice

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« Scendiamo alla stazione, usciamo nella piazza. Dove diamine siamo? In Italia o in una città di passo della Svizzera e del Reno?». Queste le impressioni che Edmondo De Amicis, appena sceso dal treno a Torre Pellice, annota nel suo libro. Alle porte d’Italia, il resoconto del viaggio che compì sul finire dell’800 ai confini nord occidentali del regno.

Dal viaggio di De Amicis sono passati più di cento anni, la Val Pellice è sempre pulita e ordinata, anche se parecchie cose sono ovviamente cambiate. Eppure una certa “aria di fuori” la si respira ancora: una sensazione di extraterritorialità che si percepisce nelle parlate, nell’architettura dei luoghi di culto e di alcuni edifici pubblici e, in maniera più sottile, anche nei modi di fare delle persone. È difficile da spiegare: ma basta parlare con qualcuno che in Val Pellice ci è nato - anche con i più giovani, anche degli argomenti più innocui e inoffensivi - per fare riaffiorare elementi di una storia complessa e travagliata, sconosciuta alla gran parte degli altri italiani.

Che le Alpi fossero un baluardo, una cinta di ghiaccio e granito che difendeva la penisola dai fronti nuvolosi e addirittura dai nemici, nessuno ci ha mai creduto davvero. Attraverso valichi più o meno agevoli, infischiandosene di altitudini e sentinelle, nei secoli è passato di tutto: eserciti di tutti i colori e bandiere, esotici animali da guerra, contrabbandieri e pellegrini, saltimbanchi e predicatori, con il loro bagaglio di storie, parlate, idee.

Portale realizzato nell'ambito del progetto ISACCo "Il portale dei servizi integrati"

Ente Capofila Comunità Montana Val Pellice, Corso J. Lombardini 2, Torre Pellice